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Treni sì, treni no.

Posted By Gg aka Gotetrunks On 3rd May 2007 @ 16:24 In Culture, Giappone | No Comments

Se il mezzo ritarda anche solo di un minuto, un annuncio con le scuse della compagnia non tarderà ad essere diffuso. Se capita un incidente e i treni si fermano, un annuncio ne spiega immediatamente i motivi. Se un treno arriva con un ritardo significativo, all’uscita si materializzerà una fila di capistazione per chiedere umilmente sucsa ai passeggeri, fra un inchino e l’altro. A chiunque rischi di fare tardi al lavoro o a scuola viene rilasciata una certificazione dalla compagnia per discolparlo completamente“.
Purtroppo per noi, questo non è uno scritto proveniente dal futuro e nemmeno da un romanzo fantastico o di pura invenzione. :mrgreen:
Forse è il sogno utopico dei pendolari italiani o di tutti quelli che per qualche circostanza hanno dovuto usare i treni in Italia?
E invece no. Tutto questo esiste nella realtà. Lo scritto è un piccolissimo estratto del primo capitolo di “anche i giapponesi nel loro piccolo s’incazzano“, di Keiko Ichiguchi (maggiori info nel [1] sito dell’editore) che mi sono preso oggi fresco fresco.
Illustra brevemente il funzionamento dei trasporti pubblici su rotaia in Giappone.
Da noi fino al primo quarto d’ora di ritardo il treno è considerato in orario, se non in anticipo.
In caso di guasto, ti avvisano solo dopo che il treno alternativo a quello in cui sei, e che partiva due ore dopo il tuo, ha già lasciato la stazione.
Da noi i controllori si nascondono in caso di problemi e ti spillano soldi se ti sei scordato di obliterare… una roba che io ritengo assurda!
Insomma un bel confronto. Non credete?


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[1] sito dell’editore: http://www.kappaedizioni.it/pages/autore.asp?autore=Keiko%20Ichiguchi

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