Heroes e Death Note.

Posted by Gg aka Gotetrunks on March 4, 2008
Filed Under Anime, Culture, Film, Personali | Leave a Comment

Premetto subito che questo post potrebbe contenere spoilers, per cui se continuate a leggere sarebbe meglio aver visto per intero le due serie di Heroes, l’anime di Death Note e i due film live, e almeno essere arrivati a leggere il volume 9 del manga.
Perché parlarne ora?
Beh, ieri ho finito di vedere la seconda stagione di Heroes (lo so, molto in ritardo) ed è un po’ che pensavo di scrivere di Death Note, e la voglia mi è ritornata soprattutto dopo aver letto gli ultimi due volumi del manga e dopo aver sentito l’annuncio di Panini a Mantova, che porterà l’anime su DVD.
Fine premessa.
Ed ora c’è da chiedersi che cosa centrino queste due serie l’una con l’altra.
Forse direi l’idea comune che c’è in entrambe di salvare o migliorare il mondo.
La quantità di intrighi e colpi di scena che si susseguono. La suspance.
Ma la cosa più triste è come in entrambe le serie gli sceneggiatori/scrittori si ostinino a voler prendere strade che rovinano l’atmosfera e la storia stessa, l’insistenza con cui vengono inseriti o mantenuti in vita personaggi che hanno fatto il loro corso o non avrebbero mai dovuto farlo; l’assurdità di alcuni passaggi.
In Heroes ad esempio: era proprio necessario far continuare ad esistere un personaggio come Sylar? Aveva fatto il suo corso nella prima serie e in questa seconda è del tutto inutile.
E’ noto che sia un cattivo assassino. Molly può rintracciarlo subito, e basta l’haitiano per metterlo a tacere per sempre. A cosa serve un personaggio del genere ormai. Se non sei un ignoto sei finito.
Restando su Sylar, come ha fatto a non essere influenzato dal potere di Eden e come fa a non rimanere stordito quando Elle gli tira una scarica nella schiena. Boh!
E poi alcune cose che non stanno nè in cielo nè in terra: come può Peter, che sa leggere il pensiero, non accorgersi che Adam sta mentendo mentre Matt dice il vero? Non gli viene nemmeno in mente di “controllare” e provare…
Hanno tenuto in prigione Adam per 30 anni e non hanno una scorta del suo sangue curativo, devono per forza rompere i maroni a Claire?
Perché non hanno usato l’haitiano per metterlo a tecere per sempre? O Eden per convincerlo a collaborare?
Il fatto che la seconda serie di Heroes termini monca all’undicesimo episodio, rende difficile valutarla.
Certo che è penosa rispetto alla prima. E ci sono delle parti inutili. Ad esempio quella che riguarda Niki e Micah, il cui contributo è nullo… un riempitivo direi. Come i filler delle serie anime lunghe.
Potrei andare avanti, magari parlando di come alcuni poteri siano eccessivi e “sbilancianti” a mio avviso…
Ma passo oltre, e arrivo a DN.
Una storia e una sceneggiatura fantastica… fino alla morte di L.
Dopo il vuoto.
Kira e L sono due genii, uno scontro grandioso, ragionamenti e piani d’azione complicatissimi.
L’idea del quaderno della morte poi è una figata! Vorrei averne uno!!!! E lo userei ovviamente. :)
Ma dopo la scomparsa di L tutto rapidamente scade.
Near e Mello sono due pupi, ammettiamolo.
Un modo per far continuare una storia a tutti i costi e per cercar di far vincere “il bene”.
Nell’anime, Kira aveva vinto su tutta la linea ed è così che sarebbe dovuto finire. Con il mondo dominato da lui e dalla sua “giustizia” fino alla sua morte. Amen.
Near è la brutta copia di L. Non fa un ragionamento che sia uno dove dimostri la sua intelligenza.
I passi di L erano chiari e ben spiegati. Quelli di N sono forzati da chi ha scritto la storia e probabilmente non sapeva più come far vincere i buoni.
Mello poi… lasciamo perdere. Anche se almeno lui una sua personalità non emula di L ce l’aveva.
Alla fine meglio la scelta fatta nel film se proprio non volete far vincere Kira. La storia finisce con la vittoria di L ma con la morte di entrambi i due veri protagonisti della storia.
Il manga da noi è ancora in corso, dovrebbe avere un finale ancora diverso… ma non mi aspetto nulla.
E anche qui ci sono cose che non capisco perché non succedano…
Morto L e scoperto l’orfanotrofio, dove c’erano un buon numero di persone che conoscevano il vero nome di Near e Mello, con tre quaderni in giro per il mondo degli umani, non ci voleva poi molto a conoscere l’identità di quei due senza essere sgamati.
Insomma, alla fine della giostra, mi viene da chiedermi il perché si facciano certe scelte. Perché si inizi con il costruire delle storie bellissime e intriganti per poi perdersi in alcune stupidaggini dove sarebbe bastato porre solo un po’ più d’attenzione, magari mettere dei limiti, lasciare che gli eventi avessero “la loro logica”.
Ci sta tutto. Ci stanno i colpi di scena. Ci stanno gli happy endings. Ci sta anche qualche piccola forzatura… ma deve essere piccola!!


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